Come funziona l'interesse semplice: la formula I = C × r × t spiegata passo dopo passo
L'interesse semplice è il modello più lineare per calcolare il costo del denaro nel tempo. La formula è composta da tre variabili: il capitale iniziale (C), il tasso di interesse annuo (r) e la durata (t). Moltiplicarle insieme produce l'ammontare degli interessi maturati nel periodo.
Cosa rende questo modello "semplice"? Il fatto che il tasso si applica sempre e solo al capitale originario, non agli interessi già maturati. Se depositi 1.000 euro a un tasso del 3% annuo per 5 anni, ogni anno matura 30 euro di interessi. Non 30, poi 30,90, poi 31,83: sempre 30. Questo è esattamente il contrario di quello che accade nell'interesse composto.
I = C × r × t
- I = Interessi totali maturati
- C = Capitale iniziale
- r = Tasso annuo (in forma decimale, es. 3% = 0,03)
- t = Durata in anni
Il montante finale, cioè la somma del capitale e degli interessi, si calcola come M = C + I = C × (1 + r × t). Questa formula lineare è utilizzata tipicamente per depositi a breve termine, prestiti personali con struttura semplice e alcune forme di credito al consumo regolamentate dalla normativa italiana.
Un aspetto spesso trascurato: il tasso r nella formula deve essere espresso in forma decimale e in coerenza con l'unità di tempo usata per t. Se t è espresso in anni, r deve essere il tasso annuo. Se si usa t in mesi, occorre dividere il tasso annuo per 12. Questa coerenza è fondamentale per ottenere risultati corretti.
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